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cohererNel 1890 il fisico francese Edouard Branly costruì un tubetto in vetro contenente una piccola quantità di limatura di metallo e si accorse che la resistenza della limatura di metallo cambiava se il tubetto veniva investito da un’onda elettromagnetica. Branly aveva (forse) inventato il coherer. Forse, perché la paternità di questa scoperta è contesa fra molti scienziati dell’epoca tra i quali Temistocle Calzecchi Onesti, Oliver Lodge e altri. Sulle pagine della Rivista ci siamo più volte occupati di questi scienziati e delle loro rispettive rivendicazioni sulla paternità della scoperta. Di certo nel 1895 Guglielmo Marconi impiegò un coherer per la costruzione del suo primo “ricevitore radio”. Il coherer è stato quindi il primo dispositivo pratico che ha permesso lo sviluppo della radiotecnica. Il coherer dal punto di vista pratico è costruito con due elettrodi conduttivi di ottone di circa 4 mm di diametro sistemati in un tubo di vetro sottovuoto. La parte terminale di ciascun elettrodo è fresata con un angolo opportuno e gli elettrodi sono separati fra di loro di circa 0,5 mm. In tale spazio è contenuta una miscela di limatura di metallo fine composta al 95% di nichel puro (Ni) e al 5% di argento puro (Ag). I fili che collegano gli elettrodi di ottone attraverso il tubo di vetro hanno lo stesso coefficiente di espansione del vetro per mantenere il vuoto. Quando il coherer è investito da un’onda elettromagnetica, la limatura metallica contenuta nel tubetto diventa istantaneamente “più coerente” permettendo il passaggio di corrente e quindi rivelando il segnale. La Storia della Radio comincia da qui. Oggi procurarsi un coherer è un’operazione quanto mai banale: basta consultare il grande bazar virtuale di ebay per scoprire che sono disponibili repliche molto belle di questo antico dispositivo. Il costo di un coherer “moderno” è di circa 60 dollari ma il piacere di ripercorrere le gesta del “Padre della Radio” non ha prezzo. Maggiori informazioni su https://www.ebay.it

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